- Astor Piazzolla, Por una cabeza (scena tratta da Scent of a woman)
Giornate perse a trovare le parole, a comporre discorsi a mente, a girovagare, a pensare ad altro, ridere e scherzare e fare finta che niente sia… con quel sollievo delle ore che scorrono allo svolazzar dei granelli di sabbia: niente ha importanza se non ti soffermi a percepire, se ti costringi a distogliere lo sguardo. Se vivi con noncuranza, sorridendo distratta.
(ma quando io ti vedo tutto è costretto a fermarsi. Ogni proposito decade e sento le mie braccia tramutarsi in acqua: le ore vuote diventano ancora più vuote, lo spazio si dissolve dietro una tenda lasciandomi al buio, a respirare con affanno per cercare di salvarmi, mentre non mi accorgo di ritrovarmi già nel vortice in cui mi perdo al solo avvertire in distanza il tuo profumo)
Se solo potessi chiedertelo, adesso, ti chiederei di restare. Di non cambiare stanza, di non lasciare spazio al mio vuoto, di riempirlo del tuo esistere. Di restare in silenzio, al buio, senza toccarci. Ti chiederei tutto questo senza parole.
Cosa voglio da te… non so nemmeno di preciso cosa voglio da me stessa. Voglio sempre le stesse cose, credo, e pur essendo solo sogni quelle cose tendono a diminuire… e diminuendo mi impoveriscono.
(Non so cosa voglio, non penso alle sere d’estate, alla sabbia incisa col dito, non penso alle sere coi giochi da tavola, non penso alle cene. Non so cosa voglio, eppure… eppure di fronte alla morte mi hai ridonato l’amore per la vita. Il tuo esistere riempie di senso il mio esistere. E questo non so dimenticarlo.)